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LE GROTTE CARSICHE DEL MONTE SORATTE
                
                

LE GROTTE CARSICHE DEL MONTE SORATTE

A cura di Antonella Santini dell'ASR 86

La maggior parte delle grotte furono scoperte ed esplorate tra il 1920 ed il 1940.
Negli anni successivi furono scoperte altre cavità naturali tra cui la Grotta di Santa Lucia.
La storia speleologica del Monte Soratte assunse una rinnovata importanza nel 1995 con la ripresa dell'esplorazione della Grotta" EREBUS".
Svariati imbocchi sono stati successivamente trovati.

I MERI

I meri sono un gruppo di cavità collegate, che si trovano nella zona di Santa Romana, gli ingressi si aprono tra i 250 e i 220 m. s.l.m. Seguendo un sentiero che si distacca dalla mulattiera si incontra il 1° Mero (mero Piccolo) poi il 2° Mero (Mero Grande) ed infine, quindici metri piùin basso, si apre il 3° Mero (Mero Medio).
Il Mero piccolo inizia con un salto verticale di 10 m; si giunge su uno scivolo, che scende ripido, fino a sboccare nel Mero Grande.
Lungo il percorso esistono varie salette ben concrezionate, saltini e diramazioni strette e tortuose; questo ramo fu denominato Grotta della Madonnina, quasi fosse considerata una cavità separata, in realtà è morfologicamente differenziato dal resto.
Il Mero Grande è costituito da un imponente pozzo verticale circolare di diametro di 20 m.; una risalita di 30 m. sulla parete NE del pozzo consente di accedere ad una galleria grande ma breve, che collega il 2° Mero al 3°.
Il Mero Medio è profondo 65 m. e presenta un imbocco del diametro di 10 m. che si allarga verso il basso raggiungendo una lunghezza di 40 m.
Nel complesso il sistema ipogeo dei meri appare costituito da un certo numero di vacui ad andamento obliquo, di probabile origine freatica ormai divenuti fossili.


Mero Piccolo


LA GROTTA DI SANTA LUCIA

Questa cavità si apre a 440 m. s.l.m. con un foro di una decina di metri di diametro posto quasi alla sommità del baratro, nei pressi di una cava dimessa.
Per accedere alla Grotta di Santa Lucia si scende nel vuoto per 40 m. mentre le pareti divergono rapidamente formando un salone di diametro di circa 60 m.
La discesa nel salone, illuminato dall'imboccatura, costituisce un'esperienza affascinante per la sua grandiosità, accresciuta dall'allontanamento repentino delle pareti.
Alla scoperta, questa grotta conteneva magnifiche concrezioni, delle quali rimane, purtroppo, soltanto una testimonianza fotografica.


LA GROTTA EREBUS

Questa cavità ad andamento prevalentemente verticale costituisce la più recente scoperta su Monte Soratte ed è tuttora in corso di esplorazione.
L'ingresso è a forma di ampia spaccatura discendente e si apre a quota 634 m. s.l.m., sul versante sud occidentale del monte.
La rigogliosa vegetazione locale di tipo mediterraneo aveva celato per anni questa cavità,finchè nel 1989 fu scoperta da un gruppo di ragazzi.
Solo nel 1994, dopo che un incendio aveva distrutto su quel versante tutta la vegetazione, fu ritrovata.
La sua esplorazione fu ripresa nel 1995, con l'asportazione di alcune ostruzioni detritiche.
Grazie a tale disostruzione, nel marzo del 1996 si raggiunsero i 115 m.
L'intera cavità è ricca di concrezionamenti che impongono molta cautela nell'avanzamento, al fine di non danneggiarli.
Particolarmente interessante è la presenza, subito sotto l'ingresso, di un crostone parietale spesso oltre un metro, che ostruisce quali il passaggio, testimone di una montagna assai più alta dell'attuale e di un'evoluzione della cavità che dura certamente da migliaia di anni.


Grotta Erebus



Grotta Sbardy



 


                 
                 


            





                 












         



                 





                 





                 





                 

       





tutte le fotografie copyright © Carlo Portone

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