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NORME DI COMPORTAMENTO

In base alla L.R. 29/97 nella Riserva sono vietati:

- L'abbattimento e la cattura della fauna selvatica
- La raccolta e il danneggiamento della flora
- L'introduzione in ambiente naturale di animali e vegetali
- La raccolta di materiali geologici e paleontologici
- Il transito con veicoli a motore al di fuori delle strade private e dalle strade vicinali gravate dai servizi di pubblico passaggio
- Il campeggio al di fuori delle aree appositamente attrezzate.

Sono inoltre in vigore tutte le altre norme previste dall'art.8 della L.R.29/97. La raccolta dei prodotti del bosco può avvenire nelle modalità previste dalle leggi nazionali, regionali e dal Regolamento della Riserva.

ALCUNI CONSIGLI

- Evita i rumori molesti
- Non abbandonare i sentieri
- Utilizza calzature adatte e soprattutto evita l'uso di sandali e calzature aperte
- In bicicletta indossa il casco
- In bicicletta, se percorri un sentiero frequentato da escursionisti, modera la velocità e presta particolare attenzione
- Porta i cani al guinzaglio
- Non disturbare la fauna selvatica e gli animali al pascolo
- Rispetta il lavoro agricolo
- Non introdurti in grotte e cavità
- Non salire sulle strutture antiche
- Tieni sempre i bambini sotto controllo

FLORA E VEGETAZIONE

La vegetazione che riveste questa montagna risulta varia e differenziata in relazione alla composizione del substrato ed alle diverse esposizioni. Prevalgono le formazioni a bosco e boscaglia.

Sul versante nord-orientale più fresco si possono osservare boschi con dominanza locale di caducifoglie come il carpino nero (Ostrya carpinifolia), l'orniello (Fraxinus ornus) e l'acero minore (Acer monspessulanus), misti a specie sempreverdi come il leccio (Quercus ilex); sul versante esposto a sud-est prevale una boscaglia termofila, simile alla macchia mediterranea con leccio, acero minore, terebinto (Pistacia terebinthus), fillirea (Phyllirea latifoglia), che caratterizzano un raro tipo di comunità vegetale per la prima volta descritta sul monte Soratte.

La copertura arborea è affiancata localmente da comunità vegetali arbustive ed erbacee molto ricche floristicamente, come sul versante sud-occidentale dove l'affioramento di roccia calcarea e l'esposizione concorrono a creare condizioni di aridità con tipiche e singolari formazioni a “gariga”, caratterizzate dall'euforbia cespugliosa (Euphorbia characias) e dall'elicriso (Helycrisum italicum).

Alla base del rilievo, nelle zone meno acclivi, il tipo di substrato ha favorito la presenza di boschi cedui con cerro (Quercus cerris) e carpino orientale (Carpinus orientalis) che, anche se di estensione limitata, costituiscono un importante elemento di continuità con il paesaggio circostante esterno alla Riserva.

La Riserva ospita, inoltre, specie di particolare interesse come, negli ambienti di pascolo e prati aridi, lo zafferanastro giallo (Sternbergia lutea) e la più comune orchidea gialla (Orchis provincialis).

All'interno della Riserva, diversamente dal territorio circostante, le aree destinate a colture agrarie sono molto circoscritte, ma rivestono un particolare interesse come testimonianza di usi tradizionali ed ormai rari di coltivazione, come ad esempio le viti “maritate”, che utilizzano come sostegno piante da frutto o alberi di piccola taglia.

FAUNA

Il complesso montuoso e l'ambiente boschivo del Monte Soratte ospitano diverse specie di animali, di cui alcune meritevoli di misure di conservazione, tanto da inserire gran parte del territorio della Riserva nella Rete Natura 2000 della Comunità Europea, in qualità di Sito di Importanza Comunitaria. Tuttavia l'alterazione degli equilibri naturali originari ha modificato il numero delle popolazioni presenti, ad esempio l'aquila, il cervo e il lupo sono definitivamente scomparsi.

Tra i numerosi mammiferi presenti si possono incontrare la volpe (Vulpes vulpes), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), il ghiro (Myoxus glis) ed il moscardino (Muscardinus avellanarius). Nelle cavità sotterranee trovano il loro habitat specie di chirotteri di interesse comunitario come il ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrum-equinum), ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros) e vespertilio maggiore (Myotis myotis).

Le specie di insettivori più rappresentative sono il riccio (Erinaceus europeus), la talpa (Talpa romana), diverse specie di toporagni (Crocidura spp., Suncus spp., Sorex spp.) e roditori (Apodemus spp., Rattus spp., Mus spp.). Le zone forestali a valle del monte presentano una ricca avifauna stanziale, nonché di passo e migratoria: fra i rapaci la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), l'allocco (Strix aluco), la civetta (Athene noctua), tra i picidi il picchio verde (Picus viridis) ed il picchio rosso maggiore (Picoides major), oltre a diverse specie di passeriformi come il pettirosso (Erithacus rubecula), il passero solitario (Monticola solitarius), l'usignolo (Luscinia megarhynchos), la capinera (Sylvia atricapilla), il cardellino (Carduelis carduelis), il merlo (Turdus merula), la cinciallegra (Parus major), la cincia bigia (Palus palustris), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes).

Tra gli invertebrati che popolano il territorio della Riserva è segnalata la Melanargia arge, lepidottero di interesse comunitario.

L'AMBIENTE FISICO

La Riserva Naturale del Monte Soratte comprende tutto il rilievo carbonatico del Monte Soratte fino a Monte Piccolo a Sud-Est (escluso il centro abitato di Sant'Oreste), elevandosi con pareti molto ripide dalla zona pianeggiante alla destra del Tevere. Il rilievo ha una forma ellittica lunga 5,5 Km, orientata NO-SE, con la vetta più alta a quota 693 metri.
Il Monte Soratte, se ora appare come un'isola terrestre nella valle del Tevere, in tempi remoti fu una vera isola del mare, quando nel corso del Pliocene tutte le zone circostanti vennero invase dalle acque marine. A testimonianza di quel periodo l'area circostante il rilievo è caratterizzata da sabbie e argille formate dai sedimenti marini.

Alla base del versante occidentale si osserva la presenza di materiali piroclastici eruttati dal complesso vulcanico Sabatino durante il Quaternario.

La natura calcarea del Monte Soratte è alla base di fenomeni carsici sotterranei che interessano tutto il corpo del rilievo creando cavità, talvolta collegate tra loro, a sviluppo soprattutto verticale. La più imponente di tali cavità, la Grotta di S.Lucia (110 m di profondità e 300.000 mc di volume), fu scoperta nel 1967 durante i lavori di estrazione in una cava per il crollo della volta, che mise in luce il più grande ambiente naturale sotterraneo del Lazio.

I pozzi denominati Meri, situati sul lato orientale, sono un altro esempio di fenomeno carsico, costituito da un sistema di tre voragini comunicanti tra loro e profonde 115 m.





tutte le fotografie copyright © Carlo Portone

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